Io sono solo io

La figlia di Clara Uson

Io sono solo io. Non ho nessun’altro nome. Semplicemente. E ho paura delle guerre, delle intolleranze, delle male interpretazioni. Ho paura dei fanatismi. Religiosi, politici, sportivi. Ho paura dell’ignoranza, dei sentimenti di pancia.
Pochissimi anni fa le parole quotidiane erano la Grande Serbia, ustascia, croati, Bosnia, massacri, stupri etnici, genocidi, balcani. E tanti stanno già di nuovo parlando di “chiamata alla guerra”, “dichiarazione di guerra”, “siamo in guerra”. Io di questo ho paura.
A chi pensa che la violenza abbia un senso, consiglio di leggere “La figlia” di Clara Uson, sulla breve vita della figlia di Radko Mladic, morta suicida a 23 anni quando capì che suo padre era il Boia dei Balcani.

(“È naturale che la gente non voglia la guerra; non la vogliono gli inglesi né gli americani, e nemmeno i tedeschi. Si capisce. È compito dei leader del paese orientarli, indirizzarli verso la guerra. È facilissimo: basta dirgli che stanno per essere attaccati, denunciare i pacifisti per mancanza di patriottismo e perché mettono in pericolo il paese. Funziona così in qualsiasi paese, che sia una democrazia, una monarchia, una dittatura”. Hermann Goring, fondatore della Gestapo).


■ Leggi l’incipit →  Incipit de La figlia di Clara Usón

La trama:
Ana è una ragazza estroversa, allegra, brillante. È la migliore alunna del corso di medicina a Belgrado, è amata dagli amici, è l’orgoglio di suo padre, il generale Ratko Mladić, che lei ricambia con una devozione assoluta. Un viaggio a Mosca è l’occasione per passare alcuni giorni in giro per una grande città con il solo pensiero di divertirsi. Invece al ritorno Ana è cambiata. È triste e taciturna. Una notte afferra una pistola, quella a cui il padre tiene di più, e prende una decisione definitiva. Ha solo ventitré anni.
Cosa è successo a Mosca, tra corteggiamenti e feste, in compagnia degli amici più cari? Nelle allusioni e nelle accuse dirette Ana ha intravisto nel padre una figura spaventosa. Quello che per lei è un eroe e un genitore premuroso, per tutti gli altri è un criminale responsabile dei maggiori eccidi del dopoguerra: l’assedio di Sarajevo, la pulizia etnica in Bosnia, il massacro di Srebrenica. Crimini che lo porteranno a essere accusato di genocidio, in un processo che dopo una lunga latitanza ha avuto inizio nel maggio 2012.
Pochi casi come quello di Ana rivelano in tutta la sua oscura profondità una condizione, la perdita dell’innocenza, al tempo stesso individuale e collettiva. E Clara Usón, in un romanzo potentissimo che la consacra come una delle grandi autrici europee, si immerge in una vicenda di forza shakespeariana mantenendo un perfetto equilibrio tra i dati storici e la creatività letteraria, per scrutare nella follia del male, dell’amore, e orientarsi nel labirinto di un’infinità di voci e congetture raccolte in tre anni di ricerche. Memore della lezione di Javier Cercas, La figlia è un originalissimo ibrido di romanzo e documento con un’ampia galleria di personaggi storici come Slobodan Milošević e Radovan Karadžić, in cui la scrittrice riesce a combinare linguaggi narrativi diversi e a coniugare l’indagine rigorosa e l’arte della narrazione, la tradizione dell’epopea e la storia recente, per riflettere sul nazionalismo estremo, sulla manipolazione politica, sul mistero della malvagità umana.

The following two tabs change content below.
Alessandro Dall’Olio è nato a Bologna il 24 ottobre 1961, vive a Granarolo dell’Emilia dal 1994. Giornalista, poeta e scrittore. Nel 2009 pubblica la sua prima raccolta di poesie Non ho urla in me (Ls Editore), e il libro Il ballerino nell’albero (Ls Editore) scritto insieme al suo amico tetraplegico William Boselli. E’ tra i fondatori dell’Associazione Willy the King Group, dalla quale nasce nel 2011 “Happy Hand”, l’evento che usa lo sport come mezzo di inclusione sociale, definita dal Coni “La migliore manifestazione in Italia su sport e disabilità”. Ha allestito (e scritto versi a corredo delle immagini esposte) la mostra del fotografo Maurizio Benedettini “Viaggio tra misticismo e minoranze etniche”. E’ tra i vincitori del concorso “Serial Chillers-25 incensurati in cerca d’autore” di racconti noir e il suo racconto è pubblicato nell’antologia Serial Chillers (Maglio Editore). Ha frequentato vari corsi di lettura espressiva e ad alta voce sotto la meravigliosa direzione di Margaret Collina. Nel 2012 pubblica la sua seconda raccolta di poesie Il senso di questo stare (Ls Editore). E’ tra i poeti selezionati dal concorso di poesia Federiciano 2012, pubblicati nell’antologia di Aletti Editore. Ha scritto, ideato e diretto “Quando il cuore sbaglia il ritmo”, spettacolo di danza e testi poetici (con i ballerini Francesca Scorzoni, Elisa Solieri, Lorenzo Cimarelli, Denise Battista su coreografie di Claudia Rota). Nel 2014 ha fatto parte del comitato organizzativo del festival di letteratura “Bologna in Lettere”. Fa parte del Consiglio d’Amministrazione della Cooperativa dello Spettacolo di Granarolo Emilia. E’ membro di ind.A.co Collettivo Autori Indipendenti (www.indacoage.it). E’ nel comitato direttivo e organizzativo del TaG-Teatro a Granarolo. Fa parte dell’Associazione Handmedia. E’ ideatore e organizzatore della rassegna “Portici Poetici” a Bologna, nata con l’intento di fare in modo che i poeti possano conoscersi, dialogare, contaminarsi. A seguito del successo di questa manifestazione nasce il Gruppo 77, del quale Portici Poetici è il germoglio. Sue poesie sono apparse su riviste, siti Internet e varie antologie. Organizza e idea gli eventi del Gruppo 77 per portare la poesia tra la gente, per fare uscire la forma letteraria più intima e profonda dal buio delle pagine chiuse, liberarla dalla detenzione del ristretto cortile dell’accademia letteraria, e contribuire a fare conoscere voci e arti.

Ultimi post di Alessandro Dall'Olio (vedi tutti)

Rispondi