Una tregua

Nel mezzo del cammin della sua vita, un vedovo alle soglie della pensione ritrova quella scossa vitale che ognuno di noi sogna per scrollarsi di dosso quell’appiccicosa sostanza che rende opaco il vivere che si chiama mediocrità e quella mortale sostanza che tiene il faro acceso sull’infelicità che si chiama accontentarsi. (“La mia libertà è l’altro nome della mia inerzia”). Un uomo senza qualità. Impiegato modesto, padre modesto, vita condotta da una modesta routine, modesti motivi per rendere degno il vivere. Ma al quale viene concessa una tregua a questa pochezza da signor Zero.
Mario Benedetti è uno scrittore uruguayano (che non conoscevo) dalla scrittura magnifica e questo suo “La tregua” è un piccolo capolavoro degli anni 60 che Nottetempo ha appena ripubblicato (unica pecca, la copertina… un pensierino alla confezione potevamo farlo eh, signori Nottetempo? Visto che il contenuto è bellissimo?)

…nel momento in cui Isabel è scomparsa, io avevo ventotto anni e lei venticinque anni. Eravamo dunque al colmo del desiderio. Credo anzi che il mio desiderio fisico più appassionato sia stato ispirato da lei. Sarà per questo forse che non sono capace di ricostruire (con immagini mie, e non con fotografie o ricordi di ricordi) il volto di Isabel, ma in compenso riesco ancora a sentire nelle mani, ogni volta che ne ho bisogno, il contatto particolare della sua vita, del suo ventre, delle sue cosce, dei suoi seni. Perchè i palmi delle mie mani hanno una memoria più fedele della mia memoria? Una conclusione da tutto questo riesco a trarla, ed è che se Isabel fosse vissuta abbastanza a lungo perchè il suo corpo cedesse (questo aveva di straordinario: la pelle liscia e tesa in ogni zona) e, di conseguenza, cedesse la mia capacità di desiderarla, non posso garantire cosa ne sarebbe stato del nostro legame esemplare. Perchè tutta la nostra armonia, che era innegabile, dipendeva inesorabilmente dal letto, il nostro letto.

Il tempo fugge. A volte mi dico che dovrei vivere fino all’ultimo respiro, approfittando al massimo degli anni che mi restano. Oggi, guardando le mie rughe, chiunque potrebbe dirmi: “Ma lei è ancora giovane!”. Ancora. Quanti anni di “ancora” mi restano?”


 ■ Leggi l’incipit → La tregua


La trama:
“Signore maturo, esperto, posato, quarantanove anni, senza gravi acciacchi, ottimo stipendio”: cosí si descriverebbe Martín Santomé, il protagonista di questo classico della letteratura sudamericana. Schiacciato dalla noia di una vita da impiegato di commercio, vedovo con tre figli ormai grandi, guarda al trascorrere del tempo con tranquilla disillusione. E tutto rimarrebbe immobile fino al suo pensionamento, se in ufficio non venisse assunta la giovane Avellaneda, timida e chiusa in una silenziosa bellezza: per lei Santomé sente nascere un amore insperato, che lo porterà a vivere una relazione clandestina, rimettendo il tempo in movimento. Come Svevo in Senilità, La tregua racconta la capacità straordinaria che ha la vita di prendere il vento e gonfiare le vele, per poi, caduto il vento, tornare alla quiete della bonaccia. Con questo romanzo Benedetti ha acquistato notorietà internazionale: il libro ha avuto piú di cento edizioni, è stato tradotto in una ventina di lingue e adattato per il teatro, la radio, la televisione e il cinema.

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Alessandro Dall’Olio è nato a Bologna il 24 ottobre 1961, vive a Granarolo dell’Emilia dal 1994. Giornalista, poeta e scrittore. Nel 2009 pubblica la sua prima raccolta di poesie Non ho urla in me (Ls Editore), e il libro Il ballerino nell’albero (Ls Editore) scritto insieme al suo amico tetraplegico William Boselli. E’ tra i fondatori dell’Associazione Willy the King Group, dalla quale nasce nel 2011 “Happy Hand”, l’evento che usa lo sport come mezzo di inclusione sociale, definita dal Coni “La migliore manifestazione in Italia su sport e disabilità”. Ha allestito (e scritto versi a corredo delle immagini esposte) la mostra del fotografo Maurizio Benedettini “Viaggio tra misticismo e minoranze etniche”. E’ tra i vincitori del concorso “Serial Chillers-25 incensurati in cerca d’autore” di racconti noir e il suo racconto è pubblicato nell’antologia Serial Chillers (Maglio Editore). Ha frequentato vari corsi di lettura espressiva e ad alta voce sotto la meravigliosa direzione di Margaret Collina. Nel 2012 pubblica la sua seconda raccolta di poesie Il senso di questo stare (Ls Editore). E’ tra i poeti selezionati dal concorso di poesia Federiciano 2012, pubblicati nell’antologia di Aletti Editore. Ha scritto, ideato e diretto “Quando il cuore sbaglia il ritmo”, spettacolo di danza e testi poetici (con i ballerini Francesca Scorzoni, Elisa Solieri, Lorenzo Cimarelli, Denise Battista su coreografie di Claudia Rota). Nel 2014 ha fatto parte del comitato organizzativo del festival di letteratura “Bologna in Lettere”. Fa parte del Consiglio d’Amministrazione della Cooperativa dello Spettacolo di Granarolo Emilia. E’ membro di ind.A.co Collettivo Autori Indipendenti (www.indacoage.it). E’ nel comitato direttivo e organizzativo del TaG-Teatro a Granarolo. Fa parte dell’Associazione Handmedia. E’ ideatore e organizzatore della rassegna “Portici Poetici” a Bologna, nata con l’intento di fare in modo che i poeti possano conoscersi, dialogare, contaminarsi. A seguito del successo di questa manifestazione nasce il Gruppo 77, del quale Portici Poetici è il germoglio. Sue poesie sono apparse su riviste, siti Internet e varie antologie. Organizza e idea gli eventi del Gruppo 77 per portare la poesia tra la gente, per fare uscire la forma letteraria più intima e profonda dal buio delle pagine chiuse, liberarla dalla detenzione del ristretto cortile dell’accademia letteraria, e contribuire a fare conoscere voci e arti.

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